Rodney Buah

Pubblicato il 4 settembre 2025 alle ore 17:21

Sei al secondo anno qui al Saval Maddalena, come ti trovi portier?

“Molto bene, dopo aver girato in altre squadre ho deciso di fermarmi. Al Saval ho trovato una casa dove stare in tutta tranquillità. Compagni seri e determinati, di personalità e con tanta voglia di fare. Abbiamo costruito uno spogliatoio coeso e solido, che a mio parere, nel calcio non guasta mai. Tutti noi, giocatori abbiamo i nostri sogni nel cassetto. Quest’anno debuttiamo in campionato, il prossimo 14 settembre, in prima categoria, contro i cugini veronesi del Pozzo è sarà per me molto stimolante. Un traguardo storico per la società che va tenuto per le mani con gioia ed entusiasmo. Ci aspetta un campionato, scusate la ripetizione, difficile con formazioni vicentine e veronesi. Il nostro obiettivo è salvarci il prima possibile, per regalare nuove soddisfazioni al nostro presidente Pio de Marco che è il nostro primo tifoso”.

Parare è arduo?

“Ma scherzi è bellissimo. Difendere una porta ti fa sentire un grande. Sembra tutta tua (e ride). Con il tuo ruolo può dare sicurezza ai compagni. Svettare lassù nel cielo e chiudere ogni angolo di porta. Magari facendo uscite spericolate e sorprendenti per chiudere ogni varco possibile”.Ma portieri si nasce o si diventa?Entrambe le cose. Fare il portiere te lo devi sentire dentro. Sei il re del quartiere, sei tu che con le tue parate puoi far vincere la tua squadra. Sei un protagonista solitario, insomma un Superman che fa sempre scalpore. Da piccolo dico la verità, ho alternato il giocare in porta ma anche fare l’attaccante a tutta velocità. I due ruoli mi piacciono e mi divertono. Ma principalmente amo la porta, che volete farci”.

Ma cosa serve per giocare in porta?

"Tanta attenzione e sicurezza tra i pali. Autorità nel guidare la difesa e non aver paura nelle uscite e nelle prese alte".

Ma cos'è per te il calcio?

“Nella mia storia a volte sono rimasto in secondo piano, giocando poco. Ma mi sono sempre rialzato credendo in me con modestia e tanto lavoro. Il calcio è tanta roba. Mi ha fatto crescere anno per anno. Io dico sempre ai miei compagni che unire i sacrifici per un bene comune, e lottare per la maglia è qualcosa di unico. Non sempre puoi vincere, si sa. Ma dopo il temporale arriva il sole. Il calcio ti regala emozioni a ripetizione che ti riempiono di sana adrenalina. Ottimi amici che ti sorreggono nei momenti bui. Allenatori che mi hanno insegnato molto e non mollare mai. Ogni partita è diversa dall’altra. E’ bello sudare e correre. Un bel viaggio tutto da vivere”.

Per concludere, parliamo dello staff tecnico portieri, della prima squadra, tanta roba?

“Certo che si: Moreno Carmine e Giovanni Coratella al Saval Maddalena mi stanno dando tantissimo. Due caratteri diversi, spontanei e generosi. Sinceri che ti fanno lavorare molto, che curano in maniera egregia ogni dettaglio. Curano i fondamentali dei portieri e ti insegnano i segreti del mestiere. Il calcio può cambiare la vita di un ragazzo e toglierlo dalla strada. Ma bisogna giocare a calcio con responsabilità e rispetto dell’altro. Loro sono per me due padri”.

Come ci lasciamo Rodney?

“Pronti a giocare un meraviglioso in Prima categoria con la maglia del Saval, la più bella di tutte!”.